Torre della Lanterna

La Torre della Lanterna di Genova, faro portale della città di Genova, si trova sulla cosiddetta collina promontorio di San Benigno (anticamente circondato dal mare su tre lati, il promontorio prendeva il proprio nome dall’omonimo convento che sorgeva sulla collina allora esistente, ma oramai distrutta per consentire la forma attuale della baia genovese).

Edificata in epoca medievale (precisamente nel 1128), la Lanterna di Genova si componeva allora di una struttura architettonica formata da tre tronchi merlati.

Fino al XVII secolo, malgrado la sua importanza per la città, la Lanterna si trovava al di fuori della “Cerchia Seicentesca”, la cinta muraria di quasi venti chilometri che costituiva la difesa di Genova dai nemici e che si è conservata pressoché intatta fino ai giorni nostri.

La Lanterna all’epoca funzionava in modo che sulla sua sommità venissero accesi dei fuochi che segnalassero l’arrivo delle navi che intendevano approdare nel porto; una volta giunti al punto d’attracco i comandanti delle navi erano tenuti a pagare una tassa.

Nel XIV secolo la torre venne dotata di un fossato a ulteriore difesa delle sue mura, forse a scongiurare eventi come quello che vide protagonista la fazione dei Ghibellini genovesi che aveva parzialmente devastato la torre nel tentativo di farne uscire i Guelfi che vi si erano rifugiati dentro.

Pochi anni dopo, nel 1326, venne anche installata all’interno della torre una lanterna ad olio di oliva, che bruciando costantemente permetteva alle navi di distinguere facilmente l’accesso alla città; inoltre nel 1340 venne dipinto anche lo stemma cittadino di Genova in modo da dissipare ogni dubbio per chi si avvicinasse al porto di essere nel posto giusto.

Se nel 1400 la Lanterna si trasformò in triste prigione per il re di Cipro e per la sua famiglia, nel 1405 i sacerdoti a guardia della torre posero sulla sua sommità un pesce ed una croce di metallo dorato quali simboli di cristianità.

Nel 1449 tra i custodi della Lanterna venne nominato tale Antonio Colombo, zio del più celebre Cristoforo.

Nel Cinquecento, allorché i genovesi si trovarono a combattere contro i francesi invasori, la torre venne danneggiata gravemente e ci vollero diversi anni prima che venisse ricostruita, per assumere l’aspetto che oggigiorno conosciamo.

Nel 1778 la Lanterna genovese venne anche dotata di un impianto antifulmine (quello dei fulmini era un problema particolarmente spinoso all’epoca).

Il sistema di ottica rotante su carro venne installato nel 1840 venne potenziato successivamente, fino a che, nel 1936, ne venne istallato uno moderno, sostituito una volta di più in seguito ai danni riportati dalla torre all’indomani dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ai giorni nostri la torre si presenta alta settantasei metri e formata da una torre su due ordini di sezione quadrata, ciascuno dei quali mostra sulla sua sommità una terrazza.

Vicino alla Torre della Lanterna si trova il suo Museo, il cui scopo fondamentale è quello di spiegare quali tipi di ristrutturazioni e trasformazioni ha subito la città di Genova (in particolare negli anni ‘90) e come sia cambiata la sua immagine fino a mostrarsi come si presenta oggi attraverso fotografie, filmati e materiali d’epoca (come i reperti contenuti nella Sala dei Cannoni).

Ai giorni nostri il faro genovese è interamente gestito dal Comando di Zona Fari della Marina Militare di La Spezia. 

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