Storia di Genova

Nata dallo stabilirsi in queste terre di alcune tribù liguri (e per questo soprannominata “emporio dei liguri”) Genova venne, fin dalle sue origini, impiegata quale importante scalo dalle comunità straniere di fenici, greci, etruschi e latini, che di qui si trovavano a passare.

Scavi e ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che la zona di Genova fu una delle più antiche ad essere popolate dall’homo sapiens: numerose sono infatti le grotte neolitiche presenti sul territorio.

Se inizialmente la zona di cui Genova era composta poteva dirsi abbastanza vasta, successivamente l’espansione di popoli come gli Etruschi ed i Celti limitarono le zone dominate dalle genti genovesi grosso modo fino al territorio che oggi conosciamo.

Con le guerre puniche Genova si legò più saldamente a Roma, sotto la cui influenza finì, sviluppando nel contempo il proprio porto e le attività ad esso legate. Quando Roma e il suo impero caddero, fu Milano a trarne profitto in termini di potere politico e strategico; Genova beneficiò di questo spostamento di interessi politico- commerciali, approfittandone per incrementare i propri commerci.

Con le crociate per Genova iniziò l’epoca del Colonialismo: diversi erano i possedimenti genovesi in Terrasanta e il prestigio della città era in continua ascesa. Furono questi avvenimenti a consentire a Genova l’audacia di liberarsi dal giogo del potente imperatore Federico Barbarossa, imponendogli il proprio status di libero – comune: era nata la Repubblica di Genova.

Malgrado la perdita dei possedimenti in Terrasanta nel corso delle guerre con i musulmani e malgrado la feroce concorrenza di Pisa e Venezia come potenze marinare, il prestigio di Genova non venne meno e, nel XIII secolo iniziò la seconda epoca aurea della città, con la creazione delle basi commerciali nel Mediterraneo centrale e orientale e di quelle nel Mar Nero.

Nel 1284 Genova, da tempo in guerra con Pisa per l’egemonia dei mari, venne sconfitta presso le Secche della Malora. In seguito, anche con Venezia si giunse ad uno scontro aperto che sfociò nella Guerra di Chioggia, conclusasi tra l’altro in parità tra le due potenze marinare.

Grazie al trattato di Ninfeo del 1261 (con cui Genova s’impegnava ad impiegare la propria flotta contro i veneziani nelle acque di Costantinopoli per ripristinare sul trono di Bisanzio l’imperatore Michele VIII Paleologo) la città ottenne molti privilegi, tra i quali quello di avere il monopolio del controllo degli stretti (ragion per cui, in quel periodo, il bacino del Mar Nero fu definito “lago genovese”) e quello di spingere l’estensione dei propri domini coloniali fino ai territori iraniani ed iraqueni.

In questo periodo nacque il primo istituto di credito moderno al mondo, il banco di San giorgio, importantissimo per lo sviluppo della Repubblica genovese. Tuttavia, la dominazione genovese ad oriente era destinata a concludersi a causa della eccessiva concorrenza da parte dei turchi, che, tra le altre, conquistarono anche la città di Costantinopoli.

Nel frattempo l’asseto geopolitica del Mediterraneo era cambiato notevolmente e gli interessi genovesi si spostarono di più verso l’Europa, in particolar modo verso la Spagna.

Diverse furono le esplorazioni che resero famosi tanto Genova, quanto i genovesi che le compirono, a partire dai fratelli Vivaldi, che oltrepassarono le colonne d?Ercole nel 1291, a Lanzerotto Malocello che scoprì le Canarie, da Antonio da Noli che esplorò le isole di Capo Verde ad Antonio Malfante che attraversò per primo il Sahara nel XV secolo, per arrivare fino a Cristoforo Colombo che non ha bisogno di presentazioni.

Fu a partire dal 1528, sotto l’influsso dell’Ammiraglio Andrea Doria, che Genova venne ufficialmente dichiarata “Repubblica”.

Il compito svolto dall’Ammiraglio Doria in tal senso fu determinante: mise d’accordo le famiglie più influenti della città e fece sì che queste eleggessero il Maggior Consiglio, un organo che, ogni due anni, preponeva a rappresentanti della Repubblica due Dogi.

Fu Napoleone Bonaparte a mettere fine nel 1797 (con il Trattato di Campoformio) all’epoca aurea della Repubblica di Genova, che, malgrado un moto di nuova indipendenza alla caduta di Napoleone, non seppe più risollevare il proprio potere.

Nel 1849 una nuova disgrazia si abbatté sulla città, che venne depredata (l’episodio è noto con il nome di “Sacco di Genova”).

Nel 1970 una terribile alluvione provocò gravi danni alla città e, più recentemente, nel 2001, il convegno del G8 ha segnato una brutta pagina della storia italiana.
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